The E-Commerce Analyst

Giovanni Gasparri

Bestcrypt Italiano

Recensione – BestCrypt Volume Encryption by Jetico

 

Trattando giornalmente dati di una certa rilevanza e che pertanto necessitano di particolari protezioni, da diversi anni utilizzo soluzioni per la crittografia on-the-fly dei miei dispositivi.

TrueCrypt è stato il mio compagno fedele sino a poco tempo fa; poi date le misteriose circostanze in cui questo eccellente progetto è stato clamorosamente ed improvvisamente discontinuato (senza alcuna plausibile spiegazione) sono stato costretto a trovare un’alternativa valida.
Sebbene i due principali fork del progetto iniziale (Ciphershed e Veracrypt) abbiano ereditato gran parte del codice, nessuno dei due è tuttora in grado di supportare UEFI e lo schema di partizioni GPT, oramai in uso dai nuovi pc e sistemi operativi in commercio.
Una caratteristica interessante di TrueCrypt consisteva nella possibilità di utilizzo su Windows, Mac e Linux. Utilizzando tutti e tre i sistemi operativi con regolarità, riuscivo quindi a condividere comodamente ed usare facilmente hard disk esterni e chiavette usb crittografate da tutte le piattaforme.
Non reputando Bitlocker di Microsoft all’altezza delle mie aspettative ed esigenze, ho testato diversi prodotti analoghi a TrueCrypt ed alla fine la mia scelta è ricaduta su un software a pagamento: BestCrypt Volume Encryption (BCVE) prodotto in Finlandia dalla Jetico.

Compatibilità, algoritmi e costo

BCVE E’ un vero e proprio OTFE (Whole Disk On-the-fly Encryption Software) per la crittografia di interi dischi o partizioni che utilizza il metodo XTS e gli algoritmi (tutti con chiavi a 256 bit) AES, RC6, Serpent e Twofish.
Funziona solamente con Windows (non è possibile aprire dischi crittografati da BCVE in Linux o Mac) ma supporta “finalmente” lo schema di partizione GPT, UEFI e Windows 10.
Ha un costo annuale che ammonta a circa 99,50 Euro per singola licenza.

Accelerazione Hardware

Supporta l’accelerazione hardware, ma per accedere a prestazioni davvero interessanti (fino a 5x volte più veloce del normale) è necessario disporre di un processore che supporti in maniera nativa la crittografia AES-NI. Tra questi sono inclusi i processori Intel i5 ed Intel i7 ma anche alcuni Intel i3 di nuova generazione.

Autenticazione Preeboot

Supporta l’autenticazione preboot, ma la schermata iniziale (che è personalizzabile, ma comunque di aspetto rudimentale e a caratteri) mostra gli asterischi quando si digita la password. TrueCrypt invece li nasconde perchè potrebbero far risalire al numero di lettere di cui è composta la password.
L’autenticazione preboot è talmente rudimentale che non offre la possibilità di scegliere un formato tastiera diverso da quello americano. Questo induce anche un altro problema, ovvero che – in fase di impostazione della password – BestCrypt imposta automaticamente (e senza possibilità di cambiare layout) la tastiera di sistema ad US International Keyboard (QWERTY). E’ vero che anche la tastiera Italiana è ugualmente QWERTY, ma non combaciano i caratteri speciali e questo induce uno spiacevole aspetto negativo: ovvero personalmente non ho abbastanza fiducia ad utilizzare delle password che contengano caratteri speciali, perché rischierei che un giorno (magari cambiando tastiera al pc) non mi sia più possibile decifrare il disco. Questo mio timore chiaramente induce una potenziale vulnerabilità, perchè le migliori password prevedono proprio l’utilizzo (anche intenso) di caratteri speciali oltre quelli alfanumerici. E quindi per compensare mi trovo nella condizione di usare una password più lunga e comunque abbastanza sicura da prevenire attacchi brute-force basati su dizionario.

Clonazione

Generalmente utilizzo Clonezilla per creare immagini di ripristino sector-by-sector di dischi di sistema crittografati. Non ho ancora testato se funziona tutto regolarmente dopo il recovery da Clonezilla di un disco crittografato con BestCrypt, ma il supporto tecnico della Jetico mi ha assicurato che tutto funziona senza problemi per drive bootable. In alcuni casi potrebbe essere necessario ripristinare manualmente il Master Boot Record (MBR) o la partizione EFI.

Containers

TrueCrypt incorpora anche la possibilità di creare contenitori crittografati mentre BestCrypt Volume Encryption non offre questa possibilità perchè Jetico ha scorporato questa funzione creando un prodotto separato denominato BestCrypt Container Encryption (che include anche BCWipe),  in vendita al costo di 59 Euro l’anno (se acquistato separatamente) o al costo complessivo di 119,59 Euro l’anno se acquistato in bundle con BCVE.
BestCrypt Container Encryption è invece compatibile con Windows, Mac Os X, Linux ed Android (applicazione in versione beta) anche perchè i containers sono chiaramente platform-independent.

Tokens, Two-Factors Authentication e Chiavi

Una funzionalità di BestCrypt che invece ha suscitato il mio interesse è la possibilità di estrarre la chiave di crittografia in uso e posizionarla:

  • su un hard disk esterno;
  • su un token hardware (eToken);
  • su una rete (nel caso delle corporation);
  • o lasciarla all’interno del disco crittografato stesso.

BCVE supporta quindi anche l’autenticazione a due fattori, ovvero è possibile abbinare alla password un token hardware usb (supporta solamente eToken Pro ed eToken Java) che conterrebbe quindi le chiavi, ma la tecnologia è più adatta per usi enterprise che personali o soho.
TrueCrypt offre la possibilità di crittografare un dispositivo utilizzando come chiave non una password ma un intero file e questa funzionalità non è presente in BCVE – anche se in realtà è stata invece implementata in BestCrypt Container Encryption.

Alarm Crash Hotkey

Un’altra interessante caratteristica (non presente in TrueCrypt) è la possibilità per un utente di impostare una combinazione di tasti per lanciare un crash di emergenza di Windows. In questa maniera il pc in pochissimi secondi va in crash e tutti i dati vengono protetti dalla crittografia.
Questo è comodo per bloccare il computer mentre si sta lavorando e nel caso accedano fisicamente ed improvvisamente dei malintenzionati nella stanza.

Spegnimento, Ibernazione, Sospensione e Screensaver

BCVE mantiene crittografati i dati unicamente quando il computer è spento o in stato di ibernazione. Lo spegnimento può avvenire sia naturalmente che per mezzo dell’alarm crash.
E’ necessario conoscere la differenza tra sospensione ed ibernazione perchè quando il computer si trova nello stato di sospensione non è protetto, così come nel caso dello screensaver in azione. E’ possibile impostare in Windows  le azioni predefinite da eseguire quando si preme il pulsante di accensione o si chiude lo schermo. Per farlo è sufficiente aprire Pannello di controllo/Opzioni Risparmio Energia/Modifica Impostazioni Combinazione e rimpiazzare le azioni di defalut con ibernazione”.
BCVE implementa un metodo interessante di protezione da attacchi  del tipo “cold boot” su chiavi di crittografia e sul sito internet della Jetico è reperibile una dettagliata documentazione a riguardo.

Dischi allo stato solido (SSD)

BestCrypt supporta i RAID ed i dischi SSD.
C’è da aggiungere che Jetico dichiara di non garantire che la crittografia avvenga al 100% su dischi di sistema SSD.

Please take into account that if some sensitive data already resides on the disk before encryption, BCVE cannot give a 100% guarantee that all data will be encrypted: unencrypted data may exist on the SSD’s reserved area even after full encryption.

Poichè gli hard disk allo stato solido rappresentano a mio avviso l’unica opzione per non compromettere le prestazioni quando si utilizza questo tipo di crittografia, leggendo questa dichiarazione sul sito del produttore mi sono inizialmente spaventato, e non di poco.

Ho chiesto immediatamente spiegazioni al supporto tecnico, il quale con cortesia e celerità mi ha risposto che i dati esistenti sul “disco SSD di sistema” prima della crittografia potrebbero non risultare crittografati interamente, mentre verranno crittografati al 100% tutti i dati scritti su disco successivamente alla crittografia. Ho chiesto se avessero un tool per verificare in termini percentuali quanti settori del disco siano crittografati e quanti no, ma la risposta è stata negativa. Tuttavia BestCrypt offre una funzionalità che permette di ispezionare settore per settore il contenuto del disco e di importare o esportare settori. Non è proprio comodissimo onestamente, ma comunque c’è.
Ad ogni modo ho avuto modo di approfondire questo aspetto e mi sono reso conto che in realtà non è un problema che interessa solamente BestCrypt ma anche TUTTI gli altri software di crittografia analoghi (e mi è stato confermato dai tecnici di Jetico) che si guardano bene dal pubblicizzarlo.

Quindi quello che all’inizio si presentava come una debolezza di BestCrypt si è poi rivelata il punto di forza della Jetico. Pur non essendo un software open source e quindi ispezionabile per escludere backdoors, va apprezzata la straordinaria trasparenza commerciale, non evidenziata neanche nei prodotti open source della stessa categoria.

“When you encrypt SSD with existing data, all data is securely encrypted, however there may be some data remnants in SSD cache. They will be overwritten with time when new data is cached in encrypted form. Though our duty is to notify the customers about this possibility. This concerns ALL encryption software, but competitors prefer not to speak about this tiny problem, actually hiding it from users.”

Per questo motivo, una volta compreso il meccanismo di funzionamento (wear-leveling) le mie perplessità iniziali si sono dissolte. Ho iniziato a spostare e ritrasferire i files da altri dispositivi per forzare la crittografia degli altri files ed ho lanciato un paio di volte una ottimizzazione dei frammenti su disco. Pare che tutto sia subito rientrato nei termini della ragionevolezza.

Per quanto riguarda le prestazioni ho lanciato il benchmark su un pc equipaggiato con:

  • Processore Intel i3-4005u con supporto AES-NI;
  • Windows 10 (senza bitlocker);
  • Hard disk allo stato solido INTEL SSD da 180GB;
  • BestCrypt Volume Encryption ver. 3.70.22 (driver ver. 2.80).

Ecco i risultati ottenuti:

Benchmark

Traveller Mode

Anche BCVE include – come TrueCrypt – un applicativo portable (che non richiede installazione – ma comunque sempre e solo per Windows) che permette di decifrare hard disk esterni da altri computer su cui non è installato BVCE.

Supporto Tecnico, Aggiornamenti e Licenza

Il supporto tecnico è veloce e disponibile (anche nella fase di prevendita, senza aver ancora sottoscritto l’abbonamento). L’applicativo non dispone di un meccanismo per l’autoaggiornamento ed onestamente non credo che venga aggiornato troppo di frequente con nuove funzionalità anche perchè le caratteristiche intrinseche del prodotto lo rendono fortunatamente abbastanza statico.
Ho visionato il changelog ed infatti la maggiorparte delle modifiche riguarda correzioni di bugs. Immagino però che il team di sviluppo abbia fatto un lavoro non da poco per il supporto di GPT, vista anche l’arretratezza dei competitors. Quindi tanto di cappello, anche se – ribadisco – è veramente difficile introdurre qualcosa di innovativo nel software adesso che supporta già UEFI, GPT e Windows 10.
In effetti ho usato la stessa versione di TrueCrypt per anni e mi aspetto di fare altrettanto con BCVE. Anzi, diciamolo… in questo particolare settore della sicurezza qualsiasi novità potrebbe tendenzialmente introdurre nuove vulnerabilità e quindi non è mai ben vista dagli utilizzatori (specie nell’ambito militare e governativo).
Cosa succede se non si rinnova l’abbonamento annuale?  Mi hanno assicurato che alla scadenza funzionerà tutto regolarmente ad eccezione della possibilità di accedere al supporto ed agli aggiornamenti che sarà interdetta. Un buon motivo per provarlo quindi.

Enterprise

BCVE supporta anche la modalità enterprise con il controllo centralizzato delle chiavi di crittografia. Le ulteriori informazioni specifiche sull’argomento sono disponibili solo con contatto diretto con il produttore.

Single-Sign-On

Il prodotto non supporta ancora il Single-Sign-On, opzione che in alcuni casi si rivelerebbe molto utile.

Conclusioni

Tutto sommato BestCrypt Volume Encryption è un buon prodotto. E’ utilizzato da diverse agenzie governative e militari di tutto il mondo.
Si sa per certo che durante l’amministrazione Clinton il prodotto era usato anche dalla Casa Bianca, ma per questioni di riservatezza non è possibile sapere se è tuttora in uso. In ogni caso ciò non ci cambia la vita perchè, per le comuni esigenze di riservatezza, è un tool già molto al di sopra dei requisiti minimi.
Io utilizzo questo strumento per proteggere i dati finanziari di retailers e-commerce e già sapere che in caso di furto o smarrimento del computer o di una chiavetta usb (o hard disk esterno) nessuno potrà leggerne il contenuto è per me più che rassicurante.
A parte il costo, che è simile a quello della soluzione Norton (che rimane comunque un eccellente prodotto), l’ho preferito personalmente perchè è un prodotto di nicchia ed ha un impatto minimo sulle prestazioni del pc (abbinando comunque hard disk allo stato solido e processore con supporto nativo per la crittografia). 

e-commerce business analyst, roma, frosinone, lazio, italia

Vuoi aprire un e-commerce? Scopri se sarà redditizio con un semplice questionario gratuito

 

Hai già un’azienda e vuoi iniziare a vendere online?
Vorresti valutare qual è il potenziale del tuo business?

Iniziare bene è uno dei requisiti indispensabili per il successo di qualsiasi attività. Non fa eccezione l’e-commerce.

Il mercato è pieno di agenzie che realizzano siti web e di commercio elettronico, ma per la maggior parte di loro il business si chiude nel momento in cui ti hanno messo online il sito. Poco importa se ogni anno farai migliaia di vendite o neanche una.

Per questo motivo prima di iniziare dovresti valutare bene quali sono le potenzialità del tuo business e assicurarti che le tue aspettative siano realistiche.
La maggior parte degli insuccessi deriva infatti da una visione poco realistica.

Voglio aiutarti gratuitamente ad avere un’idea più precisa delle opportunità del tuo business online.

Ti stai chiedendo perchè dovrei farti una consulenza gratis?
Perchè sono sicuro che la apprezzerai e che molto presto mi ricontatterai per farti aiutare ad aumentare i tuoi guadagni.

Ti va di approfittare di questa possibilità?



e-commerce business analyst, roma, frosinone, lazio, italia

E-commerce e comparatori: +14% grazie ai GTIN

 

INTRODUZIONE

I codici GTIN (Global Trade Item Number) sono dei codici identificativi che consentono di risalire in maniera univoca ad un prodotto. Possono essere rappresentati da una stringa alfanumerica o anche da un’illustrazione – come nel caso dei codici a barre (barcode).

I codici GTIN vengono comunemente usati dai registratori di cassa dei negozi – prevalentemente per mezzo della scansione ottica del barcode – così da risalire facilmente ai prodotti ed al loro prezzo e per scaricare automaticamente il magazzino al momento della vendita. Quelli più comuni sono i codici EAN (riconociuti nel mercato Europeo) e quelli UPC (riconosciuti invece in tutto il mondo), ma ne esistono anche altri tipi come  JAN, MPN e ISBN solo per citarne alcuni.

SINTESI

Nel negozio fisico i GTIN hanno un’importanza rilevante ai fini gestionali mentre in Internet vengono usati per la promozione pubblicitaria del prodotto sui comparatori di prezzo (shopbots).

Con questo studio voglio mettere in evidenza quanto incide un codice GTIN mancante o invalido (di seguito invalido) nelle campagne PPC (Pay Per Clicksui comparatori di prezzo sia in termini di vendibilità che di convenienza.

ANALISI

Nella mia analisi ho tenuto conto dei dati storici di decine di siti e-commerce che rivendono prodotti multibrand nel mercato B2C dell’elettronica di consumo, ed è emerso che i prodotti con GTIN invalido presentano una maggiore difficoltà nella vendita tramite i comparatori.

Questo handicap di vendibilità risulta del 37% maggiore rispetto agli altri prodotti

Il motivo di questa pessima performance è facile da intuire. Infatti i comparatori utilizzano i codici GTIN proprio per consentire la comparazione dei prodotti, perchè è l’unico elemento sicuro che permette di risalire ad un prodotto, indipendentemente dal modo in cui i diversi negozi lo denominano. D’altronde un comparatore che non fosse in grado di comparare due prodotti, che tipo di servizio potrebbe offrire ai suoi utenti?

Prodotti con GTIN validi vendono mediamente il 14,32% in più sugli shopbots

I prodotti con GTIN invalidi, quindi, oltre ad essere meno vendibili, presentano anche un altro grande problema: il costo pubblicitario ha mediamente una maggiore incidenza rispetto agli altri prodotti.

Facendo pubblicità sui comparatori a prodotti con GTIN invalidi si spende circa il 55.4% in più a parità di incassi

CONCLUSIONI

È vero che gli shopbots rappresentano una buona opportunità – in particolar modo per il target di retailers che ho scelto per questo studio – ma senza i giusti strumenti di analisi e controllo è facile ottenere dei ritorni poco ottimali.

Campagne su shopbots che includono GTIN invalidi possono causare:

  • una riduzione del ROI (Return On Investment);
  • una riduzione del CVR (Conversion Rate o Tasso di Conversione);
  • un aumento del CPA (Cost Per Acquisition o Incidenza del costo pubblicitario);
  • un aumento del Monthly Burn Rate;

COME MIGLIORARE

É possibile migliorare l’efficienza del tuo e-commerce ottimizzando le campagne sui comparatori di prezzo  tenendo in considerazione anche i dati di questo studio.

Puoi migliorare attivando le giuste metriche sul tuo e-commerce e cambiando di poco la tua strategia marketing PPC sui comparatori in modo da escludere quei prodotti che non dispongono di un GTIN valido e che presentano:

  • un’incidenza (CPA) superiore alla media;
  • un tasso di conversione (CVR) basso.

Se non vuoi impazzire o non sai come fare, contattami perchè so come aiutarti. Potresti ad esempio utilizzare un tool che ho sviluppato che facilita l’analisi del tuo listino, delle tue conversioni e delle visite e la correzione di tutti questi aspetti.

e-commerce business analyst, roma, frosinone, lazio, italia

 

Vendite e-commerce: +24% grazie ad un buon titolo

 

Analizzando le vendite online di 35 negozi generate dalle SERP ho constatato che i prodotti con un buon titolo convertono del 24% in più rispetto agli altri.

Nella mia analisi ho tenuto in considerazione unicamente le conversioni generate dalla ricerca organica di Google (37.915 ordini).
Ho fatto un assessment di tutti i listini storici dei 35 negozi messi sotto la lente ed è emerso che solamente il 21.56% dei prodotti aveva un titolo adeguato al momento della vendita.
Tuttavia il 21.56% dei prodotti a listino rispondenti a tutti i requisiti che leggerai più avanti, ha generato in media il 26.79% delle conversioni provenienti dalle SERP (per numero). Per valore invece questi prodotti hanno rappresentato il 25.44% dei prodotti acquistati.
Pertanto i prodotti con titoli adeguati convertono mediamente del 24,8% in più rispetto agli altri.

Poichè il titolo è solo un aspetto del SEO ed i dati potrebbero essere falsati da schede prodotto ben fatte, nella mia analisi ho utilizzato degli algoritmi di analisi del testo (appositamente sviluppati) per tenere in considerazione solo quelle schede di prodotto con una qualità di copywriting simile a quella media, escludendo cioè quei prodotti con un contenuto delle descrizioni che si discosta del ±20% dal valore medio calcolato.

Che cos’è l’HTML Title

Il titolo (o HTML Title) è il testo che generalmente viene mostrato agli utenti nel motore di ricerca e che viene utilizzato dagli stessi motori di ricerca per valutare la pertinenza delle tue pagine e quindi il loro posizionamento (o ranking) ai fini dell’indicizzazione.

Perchè è importante

L’ottimizzazione del titolo è una delle tecniche SEO e di Inbound Marketing più importanti perchè può migliorare significativamente il posizionamento dei tuoi prodotti tra i risultati della ricerca organica dei motori di ricerca (in gergo tecnico SERP).
Le SERP non includono i link sponsorizzati e quindi se i tuoi contenuti sono di qualità saranno indicizzati nella posizione più pertinente secondo i criteri di qualità dei motori di ricerca. Nelle SERP non conta quanti soldi spendi per inserzioni a pagamento. Viene mostrato il prodotto più adatto a soddisfare le ricerche degli utenti e questo è un meccanismo vitale per i motori di ricerca. Infatti se Google ad esempio non restituisse agli utenti i risultati che si aspettano, ma solo una serie di inserzioni a pagamento, non avrebbe più ragione di esistere perchè nessuno lo userebbe più. Quindi la qualità dei dati è assolutamente essenziale al fine del ranking e la scelta del titolo giusto può quindi incrementare le visite, e di conseguenza le vendite, anche in maniera significativa.

Certo questo non è l’unico elemento che contribuisce al successo del tuo business, ma sono tanti i piccoli accorgimenti che, sommati tra di loro, ti permettono di fare i numeri e distinguerti dai tuoi competitors.

I prodotti con un titolo adeguato aumentano il traffico e le conversioni provenienti dalle ricerche organiche dei motori di ricerca. Quindi acquisisci clienti senza sostenere ulteriori costi pubblicitari, ma lavorando sulla qualità del contenuto offerto (Inbound Marketing).
Il guadagno quindi è doppio.

Inoltre migliorando l’indicizzazione SEO i clienti inizieranno a trovare i tuoi prodotti perchè sono ben descritti e quindi presenti nelle SERP, indipendentemente dal loro prezzo competitivo. Quindi potresti aumentare anche la qualità delle tue vendite e dei tuoi margini.

Come migliorare

Un buon titolo deve essere:

  • Corto: non deve essere più lungo di 55 caratteri, altrimenti non verrà mostrato per intero nei risultati del motore di ricerca e nel titolo della pagina web del browser.
  • Di poche parole: non deve mai essere composto da più di 7 parole (5 parole sarebbero l’ideale). Più parole andrebbero a diluire la pertinenza delle tue pagine tra le SERP, facendo scendere in basso o addirittura nelle pagine successive di Google i tuoi prodotti.
  • Pensato per chi cerca: tieni in mente che il titolo deve essere contemporaneamente scritto sia per il motore di ricerca che per gli utenti umani. Non dimenticare infatti che i tuoi prodotti devono essere facilmente trovati dai clienti che li cercano.
  • Senza parole controproducenti: parole come scontato, in offerta, in saldo, offertissima, senza commissioni, ecc oppure caratteri speciali o punti esclamativi, ecc producono un effetto negativo sui motori di ricerca.
  • Pertinente: non puoi scrivere nel titolo parole chiave che non siano pertinenti al contenuto della pagina, altrimenti arrechi un danno al tuo business.
  • Senza parole duplicate: non deve contenere parole chiave scritte due volte.
  • In linguagio comprensibile: non accoppiare una in fila all’altra delle parole chiave, ma cerca di usare il linguaggio naturale che userebbe un utente. Utilizza (anche se con moderazione) eventuale punteggiatura, preposizioni ed articoli.
  • Unico: all’interno del tuo sito non devono esistere due prodotti con lo stesso titolo.

Conclusioni

Le linee guida per scrivere un buon titolo sono le stesse che leggi su migliaia di siti che si occupano di SEO. Tutti gli operatori del settore le conoscono, ma in realtà quasi nessuno le applica con dedizione. Sapere cosa fare è un conto, farlo è un altro.
Quando si dispone di un listino con migliaia di prodotti e con una importante rotazione e stagionalità, qualsiasi buona intenzione viene superata dalle difficoltà pratiche.

Per questo motivo ho sviluppato un tool che consente di monitorare in tempo reale la qualità dei titoli del proprio listino e di compiere azioni correttive in maniera estremamente veloce, grazie anche a degli algoritmi di intelligenza artificiale che propongono una sintesi del titolo ed una ridisposizione ottimale delle parole chiave.

Con i nostri tool, oltre a poter sistemare più di 1.000 prodotti con poche ore di lavoro, puoi anche monitorare in tempo reale le metriche e valutare numericamente che impatto le tue azioni hanno avuto sulle tue vendite.

Se sei interessato a migliorare la produttività del tuo business online, sono a tua disposizione. Contattami!

e-commerce business analyst, roma, frosinone, lazio, italia

Good HTML titles boost by 24% e-commerce sales

 

Having analyzed data of 35 merchants about their online sales generated by SERP, it’s clear that items with good titles sell 24% more than the others.

For my analysis, I considered 37.915 online orders (only those ones generated by Google‘s Search Engine Results Pages).
Looking backward I found that only 21.56% of the total product list had a good title when it was sold.
By the way this subset of products represents the 26.79% of the sales (in terms of number of items sold). Indeed they represent the 25.44% of sales in value.
Therefore products with suitable HTML titles see a 24,8% boost in sales originated by Organic Search Results.

In order to give credibility to my research, I considered that the title is just an element of SEO and many other things might affect my metrics.
For this reason I had to exclude the role of product descriptions (copywriting) in this sale boost. Therefore I used a text analysis algorithm I developed myself in order to evaluate the Copywriting Quality (CQ) of item descriptions. Then I left out all items having a CQ value greater or less than the 20% of the average estimated CQ value.

What a HTML Title is

The title is that string that is usually displayed in bold within Search Engine Results Pages. The same text is used “someway” by search engines to estimate the relevance rate of your pages and their ranking.

Why it is so important

Title Optimization is a trick that belongs to SEO (Search Engine Optimization), Copywriting and Inbound Marketing. It’s important because it can raise the position of your pages up within SERP indexes.
Sponsored links do not affect SERP; therefore if you improve your copywriting, you really get a chance to compete. Your advertising budget will not be affecting the organic searches at all.
To better understand why good titles and contents are so important, consider this supposition: would you be using Google anymore  if it will be showing only a list of sponsored links instead of the best results that match and fit your needs?
Nope, I guess.
Here the reason why data quality affects ranking and why a good title can attract more visitors and generate more leads and sales thanks to the organic searches. Furthermore you can attract more prospects by INBOUND MARKETING without allocating an extra budget for paid adv campaign.

This sounds twice like a big deal for your revenues.

How to improve your titles

You can find thousands of pages talking about HTML Title Optimization. Honestly I’m not reinventing the wheel. So just take this brief list of properties as a quick reminder.

A good title should be:

  • shorter than 55 chars
  • less then 5/7 words
  • optimized for users first, and then for crawlers
  • having no useless or forbidden keywords
  • relevant
  • containing no duplicated words
  • written in a natural language
  • unique

Conclusions

Even if almost everybody knows the importance of the title and the guidelines for its optimization, almost nobody believes in its potential.

Knowing how to optimize HTML titles is important. Optimizing them makes the difference indeed!

When merchants deal with thousands of products and a big inventory turnover, any good intention is thwarted by common daily difficulties and inattention. Time is always limited and retailers usually prefer to be focused on something easier to make their business grow.

For this reason I’ve developed an Assessment Tool that allows merchants to control the quality of their product titles (real time).
They can also use this tool for a quick optimization, thanks to the AI (Artificial Intelligence) and the NLP (Natural Language Processingalgorithms that provide title’s automatic summarization and keyword rearrangement.

Thanks to this tool, retailers can fix more than thousands of titles within a few hours; they can monitor my metrics and easily control the impact of their actions in terms of sales.

If you are interested in improving the productivity of your e-commerce, give me a call for a free consultation !

 

e-commerce business analyst, roma, frosinone, lazio, italia

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén